martedì 18 novembre 2008

In Sapienza

Il fine settimana romano è stato molto intenso.
Assemblee lunghissime e cariche di contenuti, studenti in frenesia, moltissime idee in circolazione: performance per le scale, gruppo sveglia della mattina con chitarrine megafono brioches, cortei spontanei, slogan a manovella, file di sacchi a pelo e macchinette del caffè intasate.
Molto molto di più: intelligenza collettiva, una roba mai vista.
Aule strabordanti, desideri espressi, insieme.
Ce l'abbiamo fatta: assemblee da mille persone, interventi da tutte le città, la cattedra era una segreteria che registrava le proposte e moderava i tempi degli interventi e i troppi applausi.
La segreteria ha passato la notte a stilare i report per l'assemblea plenaria del giorno seguente.
Ecco l'intelligenza collettiva per tutti:
scarica i report dal sito uniriot

mercoledì 12 novembre 2008

parlano di noi oltre le Alpi!

Parlano di noi anche in Francia!
E c'è la foto della nostra lezione.
Per leggere clicca qui

documenti infopoint in progress!

Le principali leggi riguardanti l'università adeguatamente commentate...perchè non siamo tutti giuristi/politici.

inaugurazione info.ondapoint

invitiamo TUTT* giovedì 13 dalle 15 all'inaugurazione dell'info.ondapoint itinerante con vin brulè e performance ma soprattutto tanto materiale per non dire "io non lo sapevo!"

L'onda anomala prepara la grande mareggiata...ci scaldiamo col vin brulè

GIU LE MANI DAL NOSTRO FUTURO!

La legge 133 "recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico,
la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza
pubblica e la perequazione tributaria" è una pre-finanziaria di
emergenza per fronteggiare la crisi economica globale che dagli Stati
Uniti è arrivata fino in Italia.
L'operazione che compie questa legge è molto semplice: taglia fondi a
scuole, università, sanità, insomma a buona parte dello stato sociale
per cercare di mettere un freno a questa crisi, elargendo cospicui
finanziamenti alle banche e agli istituti finanziari colpevoli di aver
investito in quotazioni statunitensi crollate con la crisi dei mutui
subprime.

Il gruppo bancario Unicredit è tra quelli che hanno subìto maggiori
perdite e che, di conseguenza, hanno ricevuto maggiori aiuti da parte
dello Stato italiano per tentare di risollevare la propria economia;
il gruppo Unicredit è la stessa banca alla quale noi studenti
universitari versiamo le rette per poter studiare.
Rette che potremmo vedere aumentare a dismisura mediante la
"possibilità" (possibilità che visti i tagli da 1,5 miliardi di euro
previsti da questa legge, diventa necessità) da parte degli atenei di
diventare fondazioni di diritto privato (quindi nè più e nè meno che
aziende).

Siamo qua oggi per manifestare il nostro dissenso verso tutto ciò,
contro il processo di distruzione delle Università pubbliche: non a
caso abbiamo scelto come luogo di protesta la sede di Unicredit Banca
di Reggio Emilia

BASTA FINANZIAMENTI ALLE BANCHE A SCAPITO DI DIDATTICA E RICERCA!
NON SAREMO NOI A PAGARE LA VOSTRA CRISI!

Venerdì 14 novembre saremo a Roma, per la grande mareggiata dell'onda
di protesta studentesca, un corteo nazionale che vedrà riunito tutto
il mondo di università, ricerca e formazione.
Per info sui treni speciali per raggiungere per arrivare a Roma:
3490951147 (Emi)

sabato 8 novembre 2008

comunicato lezioni in piazza

Questa mattina un nutrito gruppo di studenti ha assistito alla lezione tenuta dal prof. Andrea Rapini, docente di Storia delle Istituzioni Politiche presso la facoltà di Scienze della Comunicazione e dell’Economia dell’ateneo di Modena e Reggio, dal titolo "Saperi, studenti, cittadinanza: noi e il ’68".
La lezione si è svolta nella piazza principale della città, piazza Prampolini, ed è stata una delle iniziative di lancio del corteo del 7 novembre prossimo del mondo della scuola.
Gli studenti del CUA (collettivo universitario autonomo) di Reggio Emilia hanno voluto manifestare contro la legge 133 e in particolare contro il processo di apertura degli atenei ad aziende ed enti privati, processo che mina alla base la libertà di didattica e ricerca.
Lo slogan utilizzato è stato: da un’università sempre più sull’orlo della privatizzazione, rendiamo pubblico il sapere!


comunicato 7/11

Questa mattina circa 300 studenti medi e universitari hanno attraversato in corteo la città di Reggio Emilia per protestare contro la riforma Gelmini, la legge 133 e il decreto legge 137.

Queste leggi tagliano i fondi a scuole e università, regalano ai privati la possibilità di entrare nei percorsi di formazione degli studenti: minano alla base il futuro delle giovani generazioni.

"L'onda anomala non si ferma!" era lo striscione di apertura della manifestazione e "noi la vostra crisi non la paghiamo" lo slogan più scandito.

Il corteo (autonomo da partiti e sindacati) ha voluto rompere il muro di silenzio che blocca la protesta studentesca a Reggio Emilia, portando le esperienze, le voci, i colori e la determinazione di centinaia di studenti.

Quando il corteo è arrivato nei pressi di piazza Del Monte, gli studenti universitari hanno simbolicamente bloccato le entrate di Unicredit Banca, una degli istituti finanziari simbolo della privatizzazione dell'Università di Reggio Emilia che, attraverso la fondazione Manodori (azionista di maggioranza del gruppo bancario), elargisce fondi alle facoltà reggiane. Se da una parte il ministri Gelmini e Tremonti tagliano fondi all'Università Pubblica per finanziare le banche in tracollo economico, le stesse banche, attraverso la loro presenza nelle facoltà, minano alla base la libertà di didattica e ricerca.

Ed è stato proprio questo il leit motiv dell'azione: "voi bloccate il nostro futuro, noi blocchiamo voi!".

Al termine della manifestazione, gli studenti si sono riuniti in assemblea davanti alla ex caserma Zucchi, sede delle facoltà di Scienze della Comunicazione e Scienze della Formazione, ribadendo la partecipazione al grande corteo nazionale del prossimo 14 novembre a Roma e lanciando un nuovo appuntamento di mobilitazione a Reggio: un presidio rumoroso davanti alla sede della fondazione Manodori, simbolo del processo di privatizzazione dell'università reggiana, per mercoledì 12 novembre alle ore 15.00.